ArteRoma

L'arte a Roma

La critica

 su Gioacchino Ruocco

 I critici e la stampa


 

 

 

 

G. Bonifati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio Tellan

 

 

 

 

 

 

Anna Iozzino

 

 

 

 

 

 

 

dal quotidiano

"Il Tempo"

30/07/1983

 

 

"Il Tempo" 06/08/1983

 

 

 

G. Lenzi Pastore

presidente UNUPADEC

 

hanno scritto:

 Il  non finito nelle opere scultoree di G. Ruocco è in bilico fra l'avanguardia e l'archeologia, poichè nel presente ricerca momenti espressivi in termini non solo apparenti, ma significanti. Le forme consumano attegiamenti pacati e ben contenuti nell'alternanza delle sporgenze e delle rientranze, delle zone d'ombra e di luce e nelle possibilità rappresentative di un materiale, il tufo, capriccioso, ma ricco di momenti di esaltazione coloristica nei caldi ed avvolgenti toni delle terre e delle ocre. La figura sdraiata, raccolta quasi a spirale su se stessa prevale come composizione e la positura ripropone un godimento della vita tutto terreno, senza disperazione alcuna. L'isolamento della figura è un fatto puramente tecnico ed elettivo, poichè la materia, sia il tufo che il bronzo, palpita di calore, di movimento, di partecipazione alla vita risultando interamente espressa anche dove è la sola fantasia a ricrearla.

...... come afferma Mc Luhan, la caratteristica più importante di un medium, quindi anche di un'opera d'arte, è la modalità del suo impatto sensoriale.  Le sculture di G. Ruocco, mai completamente definite, sono dunque dei messaggi freddi, che incidono in profondità nell'anima del fruitore, proprio perché lo coinvolgono, lo provocano, lo invitano a pensare, lo spingono a completare, ad interrogarsi, a partecipare.

  Gioacchino Ruocco, collaboratore di diverse riviste e periodici sia come critico, sia come poeta, negli ultimi anni si è dedicato con grande passione alla pittura dimostrando una particolare capacità espressiva nell'essenzializzare e riscoprire i soggetti più usuali, che appaiono sempre animati da quella stessa dimensione lirico intimista che pervade la sua poesia. Questo ponte di continuità fra la sua pittura e la sua poesia si evidenzia anche nella scelta dei temi in cui predomina il mare dai mille volti "che alterna onde di conchiglie e di tempeste". Lontane da particolari  significati emblematici le opere di questo artista nella loro semplice espressività, cercano di ricreare quelle stesse emozioni da cui sono generate.

........ Gioacchino Ruocco espone i suoi "frammenti" in tufo, scolpiti a tutto tondo, attraverso i quali sembra voler avvalorare l'idea del restauro moderno che una vera opera d'arte è autenticamente completa anche se parziale, purché anche nei suoi frammenti ci sia tensione emotiva e slancio vitalistico delle forme.

 

...... oltre che poeta, scultore dal sapore archeologico e pittore di splendide marine

 

La poesia di Gioacchino Ruocco  sembra porsi come continuazione naturale di un modo di vedere e di sentire che non trascura la forza dei momenti più intimi e riservati per affermarsi e porsi creativamente in alternativa ad una società fortemente massificata come la nostra.

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