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ArteRoma L'arte a Roma |
Ice One (Sebastiano Ruocco detto Seby)
la critica ricevuta - dicono di lui |
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(dal
telegiornale RAI3 del 26/05/91)
Lino Lombardo (dalla puntata del 21/01/91 di "Ladies e Gentlemaan su TMC)
Gianni Asdrubali
Sante Monachesi (Futur-Agrà Arte-Vita Roma 1988)
Alfredo Cantone (Ispettore Onorario Beni Culturali; estratto da saggio critico)
Elio Mercuri
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Seby Ruocco è in Italia il più interessante interprete della Graffiti-Art in cui si identificano i murales, disegni sulle pareti dei bus e delle metropolitane
Seby Ruocco appartiene alla giovane tribù metropolitana che passa dallo spettacolo alla consolle come DJ, immerso nell'arcipelago dell'HIP HOP e grida con il rap basta alla guerra, al razzismo, alla violenza: una cultura, la sua, che si serve dei graffiti per decifrare i rumori di fondo ed i nuovi valori delle grandi città
Più sei metropolitano, più sei astratto, più sei dinamico.
Ruocco Seby è un genio Agrà.
Seby Ruocco, diplomato in pianoforte e iscritto alla S.I.A.E. come "Compositore Paroliere" canta e compone il Rap e balla la Breack-Dance. A livello internazionale ha partecipato a concerti di musica Funky con il leader Africa Bambata. I suoi graffiti, così accesi di toni caldi e coloristicamente dotati, ci danno garanzia di espressioni emotive sempre più aderenti al suo temperamento e alla sua vocazione.......
Seby Ruocco lavora sulla trama impoverita in questo magma di vibrazioni, emozioni, sentimenti, danza e musica che costituiscono la dimensione dell'immagine. Compie un rito di liberazione dalla schiavitù del mondo oggettuale, ribellandosi alla condizione dialettica servo- padrone, al dominio dell'esterno; della paura e del potere, dalla morte e dal male di questo mondo che ci circonda, incontrollabile e irraggiungibile: esperienza di qualcosa di più terribile del fulmine di un temporale, o di un evento catastrofico naturale e che oggi ci tormenta in ben più inquietanti forme, dall'atomica alla droga, come rischio finale di autodistruzione. Il salto tra profondo e vita è possibile solo perché la vita è dentro di lui: "l'anima è immagine"; è immagine dell'universo, nel suo essere caos e nel suo essere cosmo. Le luci al neon, le scritte, i suoni, i segnali, gli spazi, tutto quanto costituisce la sua ecosfera non è che proiezione dell'anima nel vissuto, ma con una posizione nuova, creativa. Ciò che si manifesta è la visione purificata del contemplatore non le masse aggrovigliate o sciolte sperimentate dal partecipatore. Seby osserva l'immagine che vede sospesa davanti a sé: non vi entra come in un'arena. La sua vuole essere un'indagine dell'ignoto, di questa realtà ignota più che un'immersione nelle correnti dell'ignoto. Una ostinata richiesta di verità, di una vita giovane che vive il tormento della creatività in maniera totale
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